Agevolazioni per la valorizzazione edilizia – Acquisto di immobili da demolire e ricostruire – Novità del DL 34/2019 convertito (c.d. DL “crescita”) – Soggettività passiva del cedente – Rilevanza

FacebookTwitterShare

L’art. 7 del DL 30.4.2019 n. 34 (conv. L. 28.6.2019 n. 58), che ha previsto le c.d. agevolazioni per la valorizzazione edilizia, contiene una serie di importanti vincoli ove si voglia applicare il beneficio, consistente nell’applicazione in misura fissa delle imposte di registro, ipotecaria e catastale.
Il beneficio spetta, fino al 31.12.2021, per i trasferimenti, anche esenti da IVA:
– di interi fabbricati;
– a favore di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare;
– a condizione che, nei 10 anni successivi all’acquisto, le imprese acquirenti provvedano alla demolizione, alla ricostruzione (anche con variazione volumetrica rispetto al fabbricato preesistente ove consentita dalle vigenti norme urbanistiche) ed alla alienazione degli stessi, anche frazionatamente, purché l’alienazione riguardi almeno il 75% del volume del nuovo fabbricato;
– oppure a condizione che, nei 10 anni successivi all’acquisto, le imprese acquirenti eseguano gli interventi elencati dall’art. 3 co. 1 lett. c), d) ed f) del DPR 380/2001 (manutenzione straordinaria o restauro o risanamento conservativo o ristrutturazione edilizia);
– purché la ricostruzione avvenga conformemente alla normativa antisismica e con il conseguimento della classe energetica NZEB, A o B.

Cooperative a mutualità prevalente – Applicazione degli ISA (circ. Agenzia delle Entrate 9.9.2019 n. 20)

FacebookTwitterShare

Sono soggette agli ISA le società cooperative a mutualità prevalente poiché l’esclusione si applica limitatamente alle società cooperative, società consortili e consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o associate e delle società cooperative costituite da utenti non imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Tali cause di esclusione, infatti:
– fanno riferimento alle cooperative di imprese ed a quelle di utenti che non operano per conto terzi e che non seguono le ordinarie regole di mercato;
– operano in presenza di attività svolte esclusivamente a favore dei soci o associati e degli utenti.
Pertanto, le cooperative a mutualità prevalente devono compilare l’ISA e allegarlo al modello REDDITI, fermo restando che – anche sulla scorta di quanto già chiarito con la C.M. 110/99 per gli studi di settore – potrà essere effettuata una specifica segnalazione nelle note aggiuntive se il perseguimento di fini mutualistici ha inciso in maniera rilevante sulle dinamiche imprenditoriali condizionando negativamente il risultato degli ISA (circ. Agenzia delle Entrate 9.9.2019 n. 20, § 2.1).

Prestazioni rese da un medico specialista in diagnostica di laboratorio – Regime di esenzione IVA (Corte di Giustizia UE 18.9.2019 n. C-700/17)

FacebookTwitterShare

La Corte di Giustizia UE, con la sentenza 18.9.2019 n. C-700/17, ha stabilito che possono rientrare nel regime di esenzione IVA ex art. 132, par. 1, lett. c) della direttiva 2006/112/CE le prestazioni mediche fornite da un medico specialista in chimica clinica e in diagnostica di laboratorio.
Non osta all’applicazione della norma appena menzionata il fatto che le prestazioni in argomento siano potenzialmente riconducibili anche all’art. 132, par. 1, lett. b) della direttiva 2006/112/CE, la quale esenta, tra le altre, le cure mediche assicurate da istituti ospedalieri ed istituti assimilati: i laboratori che eseguono attività diagnostiche sono, infatti, equiparati agli istituti ospedalieri (Corte di Giustizia UE 2.7.2015 n. C-334/14).
Inoltre, la Corte UE ritiene applicabile l’esenzione IVA ex art. 132, par. 1, lett c) della direttiva 2006/112/CE anche in assenza di un rapporto di fiducia tra il paziente e il medico che rende la prestazione sanitaria.

Applicazione degli ISA per il periodo 2018 – Punteggio di affidabilità del contribuente – Utilizzo ai fini dell’accertamento

FacebookTwitterShare

Il livello di affidabilità fiscale derivante dall’applicazione degli ISA, nonché le informazioni presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari dell’Anagrafe tributaria (art. 7 co. 6 del DPR 605/73), sono considerati per definire specifiche strategie di controllo basate su analisi del rischio di evasione fiscale (art. 9-bis co. 14 del DL 50/2017).
Ai fini della definizione di tali strategie di controllo, si tiene conto di un livello di affidabilità fiscale “minore o uguale a 6″ (provv. 126200/2019).
Un punteggio di affidabilità fiscale minore o uguale a 6, quindi, non dovrebbe determinare automaticamente l’inclusione delle liste selettive, poiché tale indizio di evasione dovrebbe essere “confermato” da ulteriori elementi.
Peraltro, va considerato che gli indici di evasione derivanti dall’analisi delle risultanze bancarie (es. l’accumulo di risparmio e di disponibilità monetarie) possono essere ricavati con una certa rapidità mediante attività di selezione effettuate tramite software basati su precisi algoritmi e funzioni di calcolo. I risultati conseguiti dagli ISA vanno ad aggiungersi alle informazioni presenti nell’Archivio dei rapporti finanziari, creando ulteriori segnali di allarme. Proprio per tale ragione, qualora sia consapevole che dalle risultanze bancarie possano emergere situazioni poco rassicuranti, il contribuente dovrebbe valutare la possibilità di “adeguarsi” ad un punteggio di sostanziale affidabilità fiscale.

Prestazione d’opera intellettuale – Mancanza di autonomia del lavoratore – Qualificazione del rapporto di lavoro – Indici di subordinazione (Cass. Sez. Lavoro 10.9.2019 n. 22634)

FacebookTwitterShare

La Cass. 10.9.2019 n. 22634 ha qualificato come subordinata l’attività resa da un lavoratore che, pur in assenza del titolo di avvocato, aveva prestato attività prevalentemente intellettuale a favore di uno studio legale, ravvisando gli indici di subordinazione.
La Suprema Corte è giunta a tale decisione considerando:
– l’attività prestata all’interno dello studio;
– l’impossibilità di svolgere in via autonoma la prestazione in assenza del titolo di avvocato;
– le direttive impartite dal titolare dello studio;
– l’osservanza di un orario imposto;
– la natura delle mansioni svolte, di supporto a quelle dell’avvocato e nell’interesse dei clienti di quest’ultimo.
Viene quindi confermato l’orientamento per cui, nei casi di prestazioni lavorative caratterizzate da un elevato contenuto professionale, la sussunzione del rapporto di lavoro nel tipo autonomo o subordinato deve essere compiuta dal giudice valutando il comportamento complessivo tenuto in concreto dalle parti, considerando a tal fine gli elementi sussidiari sulla base del concreto atteggiarsi delle prestazioni lavorative.

Nautica da diporto – Modifiche al DLgs. 229/2017 – Proroga dei termini

FacebookTwitterShare

In data 1.8.2019 è stata approvata definitivamente dalla Camera la proposta di legge (A.C. 2039) che modifica l’art. 1 co. 5 della L. 7.10.2015 n. 167 prorogando al 13.8.2020 i termini ivi fissati per l’adozione delle disposizioni integrative e correttive al DLgs. 3.11.2017 n. 229 con il quale è stato riformato il Codice della nautica da diporto (DLgs. 18.7.2005 n. 171).
Lo schema di decreto legislativo A.G. 101 contiene, fra l’altro, le seguenti novità:
– la riconducibilità all’uso commerciale dell’unità da diporto dell’esercizio di attività in forma itinerante di somministrazione di cibo e di bevande e di commercio al dettaglio;
– la regolamentazione del noleggio di parte dell’unità da diporto (c.d. offerta d’imbarco “a la cabina”);
– l’introduzione della definizione di “unità da diporto a controllo remoto”, ossia di unità da diporto prive a bordo di personale adibito al comando;
– alcune modifiche alla disciplina relativa alla patente nautica e alle scuole nautiche.

Adeguati assetti organizzativi – Controllo di gestione – Pianificazione e monitoraggio

FacebookTwitterShare

L’art. 2086 co. 2 c.c. – modificato dall’art. 375 del DLgs. 14/2019 – impone all’imprenditore che operi in forma societaria o collettiva il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale.
Inoltre, ai sensi dell’art. 14 co. 1 del Dlgs. 14/2019 (che entrerà in vigore il 15.8.2020), gli organi di controllo societari, il revisore contabile e la società di revisione hanno l’obbligo di verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente se sussiste l’equilibrio economico finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione.
L’assetto organizzativo, amministrativo e contabile deve consentire all’imprenditore la verifica dell’equilibrio economico-finanziario e della gestione prospettica. Tale indagine si basa su una serie di strumenti tradizionalmente riconducibili al c.d. “controllo di gestione”.
La lettura delle norme sopra citate induce a ritenere sussistente l’obbligo di istituire un adeguato controllo di gestione che, sulla base di una contabilità analitica, consenta un monitoraggio dei costi e dei ricavi e conduca alla predisposizione di un budget.
A ciò si aggiunga che con una tesoreria che consenta di disporre di informazioni previsionali sulla sostenibilità dei debiti sarebbe possibile presidiare il rischio di crisi aziendale.

Fatturazione delle prestazioni di servizi – Emissione della fattura anticipata

FacebookTwitterShare

Con riguardo alla fatturazione delle prestazioni di servizi, si rileva, fra l’altro, che:
– l’indicazione del giorno di effettuazione dell’operazione nel campo “Data” della fattura elettronica (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 14/2019) comporta, in termini operativi, che i nuovi termini per l’emissione della fattura previsti dall’art. 21 co. 4 primo periodo del DPR 633/72 (12 giorni dal momento di effettuazione dell’operazione) sono sostanzialmente qualificati come periodo a disposizione del soggetto passivo per trasmettere al Sistema di Interscambio una fattura che riporta la data di effettuazione della prestazione anziché la reale data di emissione del documento;
– anche nel caso delle fatture emesse prima dell’incasso del corrispettivo, l’Agenzia delle Entrate potrebbe confermare che la trasmissione al Sistema di Interscambio possa avvenire nei 12 giorni successivi alla data di emissione indicata nel campo “Data” del file della fattura e non entro lo stesso giorno di generazione della fattura.

Plusvalenze realizzate mediante prelievo delle valute estere dal conto corrente – Presupposto impositivo e modalità di tassazione

FacebookTwitterShare

Ai sensi dell’art. 67 co. 1 lett. c-ter) del TUIR, costituiscono redditi diversi di natura finanziaria le plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di valute estere, oggetto di cessione a termine o derivanti da depositi o conti correnti. A questi fini, è considerato cessione a titolo oneroso anche il semplice prelievo delle valute estere dal deposito o dal conto corrente.
Le plusvalenze su valute concorrono alla formazione del reddito solamente qualora nel periodo d’imposta la giacenza dei depositi e dei conti correnti in valuta complessivamente intrattenuti dal contribuente, calcolata secondo il cambio vigente all’inizio dell’anno, sia superiore a 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi continui (art. 67 co. 1-ter del TUIR).
Per il calcolo della giacenza complessiva devono essere sommati tutti i controvalori dei conti correnti e depositi, presso intermediari residenti o esteri, intestati o cointestati purché denominati in valuta estera nonché in criptovaluta (cfr. ris. Agenzia delle Entrate 2.9.2016 n. 72). Secondo l’interpello DRE Lombardia 22.1.2018 n. 956-39/2018 “detta giacenza media va verificata rispetto all’insieme dei wallet detenuti dal contribuente indipendentemente dalla tipologia dei wallet” (sono, pertanto, inclusi tutti i wallet, come paper, hardware, mobile, web, ecc.).

Spese legali sostenute per la difesa dell’amministratore sottoposto a procedimento penale – Indeducibilità (Cass. 6.8.2019 n. 20945)

FacebookTwitterShare

Cass. 6.8.2019 n. 20945 ritiene che il costo relativo alle spese per la difesa penale del presidente e amministratore della società difetta del requisito dell’inerenza e, pertanto, non essendo qualificabile come costo di operazioni sociali legittime o rientranti nell’oggetto sociale, su di esso non può essere riconosciuto il diritto alla detrazione dell’IVA.
Tale spesa, esulando dall’ambito del mandato intercorrente tra società e amministratore, deve configurarsi come occasionale e, pertanto, i costi non possono essere trasferiti alla società.