Immobile occupato abusivamente – Esenzione dall’IMU e dalla TASI – Condizioni (C.T. Prov. Roma 13.12.2017 n. 26532/17/17)

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La C.T. Prov. Roma 13.12.2017 n. 26532/17/17 ha riconosciuto l’esenzione dall’IMU e dalla TASI a una società che di fatto ha perso da anni la disponibilità del proprio immobile, in seguito a un’occupazione abusiva.
I giudici hanno affermato, infatti, che il proprietario di un immobile occupato abusivamente non è assoggettato né all’IMU né alla TASI in considerazione del fatto che le imposte locali sono dovute in conseguenza dell’effettivo possesso dell’immobile.

Immobile occupato abusivamente – Esenzione dall’IMU e dalla TASI – Condizioni (C.T. Prov. Roma nn. 25506/2017 e 26532/2017)

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La C.T. Prov. di Roma ha riconosciuto l’esenzione da IMU e dalla TASI a una società che di fatto ha perso da anni la disponibilità del proprio immobile, in seguito a un’occupazione abusiva.
Con due sentenze gemelle, infatti (le nn. 25506/2017 e 26532/2017), i giudici hanno enunciato un nuovo principio secondo cui il proprietario di un immobile occupato abusivamente non è assoggettato né all’IMU né alla TASI in considerazione del fatto che le imposte locali sono dovute in conseguenza dell’effettivo possesso dell’immobile. Il possesso, per essere effettivo, deve permettere al proprietario di “ripristinare il contatto materiale con il bene quando lo voglia”. Tale circostanza non è ravvisabile nel caso di immobili occupati abusivamente.

IMU – Terreni agricoli di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali – Esenzione da imposta – Dubbi interpretativi

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Il 18.12.2017 scade il termine entro cui deve essere versata la seconda rata dell’IMU e della TASI relativa all’anno 2017.
Sono esenti e, quindi, l’imposta non deve essere versata entro la predetta scadenza:
– i terreni montani (l’elenco dei Comuni è contenuto nella CM 9/93);
– i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all’art. 1 del DLgs. 99/2004 iscritti nella previdenza agricola (sono altresì esenti le aree edificabili se possedute dai medesimi soggetti e destinate alla coltivazione).
In relazione a quest’ultimo punto, la norma sembrerebbe voler estendere l’agevolazione anche alle società in possesso della qualifica di IAP (in tal senso la circ. Min. Economia e Finanze 3/DF/2012), ma alcuni Comuni contestano l’esenzione in quanto ritengono che essa sia di carattere personale alla luce dell’obbligo della iscrizione nella previdenza agricola che per sua natura non può riguardare una società. In assenza di una decisione della Corte di Cassazione in relazione all’IMU, sulla questione la giurisprudenza si divide.

TASI – Detenzioni temporanee – Soggetti tenuti al versamento – Criticità

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In caso di detenzione temporanea di durata non superiore a sei mesi nel corso dello stesso anno solare, la TASI è dovuta soltanto dal possessore dei locali e delle aree a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie (co. 673 dell’art. 1 della L. 147/2013).
In merito a detta disposizione l’unico chiarimento è stato fornito dall’IFEL con la nota 1.9.2014 in relazione alla norma contenuta nel co. 643, identica a quella del co. 673, in materia di TARI. In detto documento si precisa che, se la detenzione inferiore a sei mesi nell’anno solare non è riconducibile ad un utilizzo temporaneo, come nell’ipotesi di un contratto di locazione quadriennale che inizia ad ottobre, la soggettività passiva sia comunque in capo all’utilizzatore per tutta la durata della detenzione.
Seppur le precisazioni riguardino la TARI, stante l’identicità della disposizione normativa, si dovrebbero poter estendere alla TASI.

Rottamazione – Estensione a tributi e multe stradali riscossi con l’ingiunzione – Modalità e termini

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Per effetto dell’art. 1 co. 11-quater del DL 148/2017 conv. L. 172/2017, gli enti locali possono deliberare la rottamazione delle ingiunzioni fiscali notificate sino al 16.10.2017, entro il 5.2.2018 (sessanta giorni dall’entrata in vigore della L. 172/2017, 6.12.2017; il 4 cade di domenica).
A differenza della rottamazione nazionale, la legge parla solo di stralcio delle sanzioni amministrative e non degli interessi di mora ex art. 30 del DPR 602/73.
Di contro, per le sanzioni derivanti da violazioni del Codice della Strada, la rottamazione non fa venire meno le sanzioni stesse ma le sole maggiorazioni di legge.
La rottamazione, se introdotta dal regolamento, varrà anche per le ingiunzioni fiscali notificate dai concessionari locali, iscritti all’albo di cui all’art. 53 del DLgs. 446/97.

IMU – Versamento della seconda rata per l’anno 2017 – Variazione della rendita catastale in corso d’anno – Effetti sulla determinazione del tributo

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In generale, al fine di determinare l’IMU e la TASI dovute, occorre fare riferimento alle rendite dei fabbricati vigenti all’1.1 dell’anno di imposizione.
Un’eccezione, tuttavia, riguarda il caso di variazioni in corso d’anno della rendita, effettuata attraverso la procedura DOCFA, a seguito di variazioni nella consistenza degli immobili o a seguito di frazionamento o fusione di più unità. Tale denuncia viene iscritta negli atti catastali come “rendita proposta” ed è immediatamente efficace senza che occorra una previa notifica al contribuente; un frazionamento catastale presentato l’1.3.2017, conseguente ad una variazione urbanistica avvenuta in tale data, rileva ai fini IMU a partire dalla data del DOCFA e non dal primo gennaio dell’anno successivo.
Tale rendita diviene definitiva se, entro 12 mesi, l’ufficio del Territorio/Entrate non provvede a rettificarla. In tal caso, la rendita modificata, quale risulta dall’attività di accertamento compiuta dall’ufficio, deve essere notificata al possessore dell’immobile e diviene efficace a partire dalla data della sua notifica (art. 74 della L. 342/2000). Sul punto, di diversa opinione la Corte di Cassazione il cui orientamento prevalente ritiene corretto far retroagire alla data della variazione edilizia la rendita rettificata dall’ufficio.

Abitazioni tenute a disposizione – Determinazione della tariffa rifiuti – Principio “chi inquina paga” (C.T. Prov. Massa Carrara 4.7.2017 n. 182/1/17 e Consiglio di Stato 6.9.2017 n. 4223)

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Nella sentenza 4.7.2017 n. 182/1/17, la C.T. Prov. di Massa Carrara ha affermato che, con riferimento alle c.d. “seconde case”, la TARI deve essere calcolata sulla base della reale quantità di rifiuti conferiti dall’utente, in ossequio quindi al principio comunitario “chi inquina paga” stabilito dall’art. 14 della direttiva n. 2008/98/CE.
Di conseguenza, è stata ritenuta illegittima e iniqua la tassazione “piena” applicata dall’amministrazione comunale alla residenza secondaria del contribuente, utilizzata per frazione d’anno riferibile ai soli mesi estivi.
In relazione alla tariffa di igiene ambientale (c.d. TIA1), inoltre, il Consiglio di Stato, nella sentenza 6.9.2017 n. 4223, ha ritenuto illegittimo sia il regolamento che la deliberazione comunale relativa al 2005 nella parte in cui per le utenze domestiche è stato stabilito di addossare il peso della TIA1 prevalentemente (oltre il 66%) alle utenze intestate a soggetti non residenti nel Comune.
Secondo il supremo Collegio, la decisione dell’ente locale di suddividere la categoria delle utenze domestiche in due sub-categorie, residenti e non residenti (facendo pagare una tassa più alta ai non residenti) contrasta non soltanto con il principio di proporzionalità, ma anche con il principio comunitario “chi inquina paga” menzionato.

IMU e TASI – Riduzione del 50% della base imponibile per gli immobili concessi in comodato – Condizioni

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In vista della scadenza fissata al 18.12.2017, entro cui deve essere versata la seconda rata dell’IMU e della TASI per l’anno 2017, si ricordano quali sono le condizioni richieste dalla norma al fine di beneficiare delle agevolazioni previste per le abitazioni concesse in comodato.
Dall’1.1.2016, l’art. 13 co. 3 del DL 201/2011 prevede, infatti, la riduzione del 50% della base imponibile dell’IMU e TASI per le unità immobiliari, escluse quelle di maggior pregio (A/1, A/8 e A/9), concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado (genitori e figli) che la destinano ad abitazione principale.
Per fruire del beneficio è necessario che:
– il contratto sia registrato;
– il proprietario dell’immobile (comodante) possieda un solo immobile in Italia;
– il comodante risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso Comune in cui è situato l’immobile concesso in comodato.
Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante, oltre all’immobile concesso in comodato, possieda nello stesso Comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione sempre delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

IMU – Terreni edificabili – Svolgimento di attività agricola da parte di uno dei contitolari o comproprietari – Estensione dei benefici (Cass. 27.9.2017 n. 22486)

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La Cass. 27.9.2017 n. 22486 ha ribadito che ai fini dell’ICI, dell’IMU e della TASI, l’area edificabile posseduta in comproprietà da più soggetti, dei quali almeno uno lo conduca per lo svolgimento di attività agricola, in qualità di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale (IAP), deve essere considerato quale terreno agricolo.
Per tutti i comproprietari, infatti, opera la “finzione giuridica” prevista dall’art. 2 co. 1 lett. b) del DLgs. 504/92 che esclude la natura di area fabbricabile per i terreni posseduti e condotti da coltivatori diretti o IAP, sui quali persiste l’utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l’esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura e all’allevamento di animali.

Aree edificabili – Determinazionedel valore venale (C.T. Prov. Bergamo 4.9.2017 n. 445)

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Secondo C.T. Prov. Bergamo 4.9.2017 n. 445, la delibera estimativa comunale con cui è stabilito il valore venale in comune commercio di fondi con terreni edificabili svolge una funzione analoga a quella degli studi di settore ed è idonea a fondare l’accertamento analitico-induttivo.
Tale atto normativo, integrando una fonte di presunzione, può essere utilizzato, anche retroattivamente, sia dall’amministrazione comunale sia dallo stesso giudice tributario e può essere vinto dalla prova contraria fornita dal contribuente.