APE sociale e beneficio pensionistico per i lavoratori precoci – Integrazione delle domande (messaggio INPS 11.7.2017 n. 2884)

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L’INPS, con il messaggio 12.7.2017 n. 2884, fornisce ulteriori chiarimenti sulla presentazione delle domande dell’APE sociale e di quelle di pensionamento anticipato dei lavoratori precoci.
In entrambi i casi la domanda deve essere presentata telematicamente tramite un’apposita procedura, al termine della quale all’utente viene rilasciata una ricevuta di presentazione della domanda recante un numero di protocollo, la data e l’orario esatto di ricevimento. Sul punto, il messaggio chiarisce che:
– è possibile integrare la domanda con la documentazione necessaria, anche dopo la presentazione della stessa, senza che a tal fine sia necessario modificare il numero di protocollo/data/ora di ricezione rilasciato al momento dell’invio;
– l’integrazione è possibile per i soli documenti allegati e non per i dati forniti al momento dell’invio della domanda, entro e non oltre i termini tassativi fissati dai DPCM per la presentazione delle domande di riconoscimento delle condizioni relativi ai due benefici;
– in caso di difformità tra i documenti integrativi e quelli, invece, già indicati, la domanda presentata sarà respinta e sarà necessario presentarne una nuova alla quale sarà attribuito un nuovo numero di protocollo/data/orario di ricezione.

Anticipo finanziario a garanzia pensionistica (APE volontario) e RITA – Modalità di applicazione

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In data 18.4.2017 è stato firmato il DPCM attuativo dell’APE sociale (art. 1 co. 179-186 della L. 232/2016), l’indennità sperimentale a sostegno del reddito erogata dall’INPS per 12 mensilità annue, che accompagna il suo fruitore fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia (e dunque non ha una durata massima, a differenza dell’APE volontario). Il richiedente dovrà avere compiuto 63 anni di età e non essere già titolare di un trattamento pensionistico diretto.
In particolare, sarà necessario rientrare in una delle seguenti categorie possedendo il requisito contributivo correlato, ben più alto di quello previsto per l’APE volontario e RITA:
-disoccupati in seguito a licenziamento (anche collettivo), dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale e che abbia esaurito da 3 mesi l’indennità spettante di disoccupazione, con 30 anni di contributi;
-lavoratori che assistano da almeno 3 mesi un soggetto disabile, con 30 anni di contributi;
-lavoratori invalidi civili di grado maggiore o pari a 74%, con 30 anni di contributi;
-lavoratori dipendenti con almeno 6 anni continuativi in attività usuranti, con 36 anni di contributi.
Spetta al DPCM chiarire la procedura di richiesta che si articolerà in almeno due step: la richiesta di certificazione dei requisiti APE sociale e la successiva domanda di ammissione alla prestazione, entrambe rivolte all’INPS.

Contribuzione ai fondi pensione – Limite di deducibilità – Compilazione della dichiarazione

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Nel vademecum riguardante ritenute, oneri detraibili, oneri deducibili e crediti di imposta fornito con la circ. 4.4.2017 n. 7, l’Agenzia delle Entrate si è, altresì, soffermata sulle modalità con cui devono essere esposti, nel modello 730/2017, i contributi versati alle forme pensionistiche complementari, in funzione delle diverse ipotesi di deducibilità previste dalla legge.
Innanzitutto, si ricorda che:
– danno diritto alla deduzione di cui all’art. 10 co. 1 lett. e-bis) del TUIR tutti i Fondi pensione disciplinati dal DLgs 252/2005;
– poiché il limite di deducibilità generale di 5.164,57 euro, previsto dall’art. 8 co. 4 del DLgs, 252/2005, è complessivo, in presenza di contributi per previdenza complementare indicati in più Certificazioni uniche non conguagliate, il soggetto che presta l’assistenza fiscale dovrà verificare che il sostituto d’imposta abbia compilato le annotazioni (codice CC) al fine di accertare che non sia stato superato il suddetto limite.
Si passa, quindi, ad esaminare i righi (da E27 a E31) interessati.

Abrogazione del lavoro accessorio – Voucher baby sitting – Modalità di erogazione (comunicato INPS 30.3.2017)

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L’INPS ha comunicato che restano ferme le consuete modalità di erogazione dei c.d. “voucher baby sitting” e del “contributo asili nido”, misure introdotte in via sperimentale dall’art. 4 co. 24, lett. b) della L. 92/2012 e prorogate, per il biennio 2017-2018, dalla legge di bilancio 2017 (art. 1, co. 356 e 357 della L. 232/2016).
Tali benefici, tra loro utilizzabili alternativamente, spettano nella misura massima di 600 euro mensili (da riproporzionare in caso di rapporto di lavoro part time) alle lavoratrici madri dipendenti del settore privato e pubblico o iscritte alla Gestione separata che abbiano diritto al congedo parentale e che, al momento della domanda, possano ancora usufruirne anche solo parzialmente.
Il chiarimento arriva in riposta ai dubbi sollevati dall’abrogazione del lavoro accessorio (artt. 48 – 50 del DLgs. 81/2015, da parte del DL 17.3.2017, n. 25), che ha fatto salvo un periodo transitorio fino al 31.12.2017, nel corso del quale potranno continuare a essere utilizzati i buoni lavoro (c.d. voucher) richiesti fino al 17.3.2017 compreso, ma non potrà più esserne richiesta l’erogazione.

Anticipo pensionistico (Ape) – Lavoratori precoci – Presentazione della domanda all’INPS tra l’1.5.2017 e il 30.6.2017

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Con riferimento al “pacchetto previdenza” previsto dalla legge di bilancio 2017, il Governo, in data 20.3.2017, ha chiarito ai sindacati che i lavoratori precoci che quest’anno intendono beneficiare dell’uscita anticipata (di 1 anno e 10 mesi se uomini e di 10 mesi per le donne), nonchè i dipendenti o gli autonomi che vogliono accedere all’Ape sociale, dovranno presentare la loro domanda all’INPS tra l’1.5.2017 e il 30.6.2017, mentre, per l’anno 2018, la domanda dovrà essere presentata entro fine marzo.
Secondo tecnici governativi le platee di destinatari devono restare quelle previste dalla legge di bilancio 2017, ma i sindacati restano preoccupati sia di una interpretazione troppo restrittiva delle categorie di lavoratori che potranno accedere agli anticipi pensionistici, sia dei tempi di pubblicazione dei relativi decreti attuativi.

Omesso versamento di ritenute previdenziali – Parziale depenalizzazione – Conseguenze sulla struttura del reato – Momento consumativo (Cass. pen. 9.1.2017 n. 649)

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La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 649/2017, ha ribadito che il reato di omesso versamento delle ritenute previdenziali deve ritenersi “perfezionato” nel momento e nel mese in cui l’importo non versato, calcolato a decorrere dalla mensilità di gennaio dell’anno considerato, superi l’importo di 10.000 euro senza che, attesa la necessaria connessione con il periodo temporale dell’anno, le ulteriori omissioni che seguano nei mesi successivi dello stesso anno, sino al mese finale di dicembre, possano “aprire” un nuovo periodo e, dunque, dare luogo, in caso di secondo superamento, a un ulteriore reato.
Ciò si riflette sul momento consumativo (determinante ai fini della prescrizione). Infatti, mentre ante riforma il reato si consumava in corrispondenza di ogni omesso versamento mensile, attualmente la consumazione può realizzarsi:
– con il superamento, a partire dal mese di gennaio, dell’importo di euro 10.000 ove allo stesso non faccia più seguito alcuna ulteriore omissione;
– con l’ulteriore o le ulteriori omissioni successive sempre riferite al medesimo anno;
– definitivamente e comunque, laddove anche il versamento del mese di dicembre sia omesso, con la data del 16 gennaio dell’anno successivo.
La struttura del “nuovo” reato impone, inoltre, di tenere conto, al fine dell’individuazione o meno del superamento del limite di 10.000 euro, di tutte le omissioni verificatesi nel medesimo anno e, dunque, anche di quelle eventualmente estinte per prescrizione.

Agevolazioni contributive per il settore edile relative al 2016 – Ambito applicativo (DM 10.11.2016)

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Il DM 10.11.2016, pubblicato il 12.1.2017, ha confermato la riduzione contributiva dell’11,50%, per i periodi paga da gennaio a dicembre 2016, applicabile dalle imprese edili ai soli operai occupati per 40 ore a settimana.
Per accedere allo sgravio è necessario che il datore di lavoro:
– sia in possesso del DURC, cioè della regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge e il rispetto degli accordi eventualmente sottoscritti con le organizzazioni sindacali (art. 1 co. 1175 della L.. 296/2006);
– non abbia riportato condanne passate in giudicato per la violazione in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, nei cinque anni precedenti la data di applicazione dell’agevolazione (art. 36-bis co. 8 del DL 223/2006).
La domanda all’INPS deve essere presentata esclusivamente in via telematica (modulo «Rid-Edil») e il datore di lavoro deve autocertificare il possesso dei requisiti citati.
L’esito positivo al controllo determina l’attribuzione del codice di autorizzazione 7N, con il quale le aziende sono autorizzate a esporre lo sgravio nella denuncia contributiva mensile Uniemens, entro il termine che sarà prossimamente comunicato dall’INPS.

Anticipo pensionistico (APE) – Tipologie e modalità di accesso – Novità della L. 232/2016 (legge di bilancio 2017)

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Tra le diverse misure di carattere previdenziale introdotte dalla L. 232/2016 (legge di bilancio 2017), assumono particolare rilievo l’anticipo finanziario a garanzia pensionistica (c.d. APE “volontario”), nonché un’indennità a favore di soggetti in condizioni di disagio sociale, spettante fino alla maturazione dei requisiti pensionistici (c.d. APE “sociale”). Tali misure, aventi carattere sperimentale, diventeranno operative dall’1.5.2017 al 31.12.2018.
In particolare, l’APE volontario consiste in un prestito concesso da un soggetto finanziatore e coperto da una polizza assicurativa obbligatoria per il rischio di premorienza, corrisposto, a quote mensili per 12 mensilità, a un lavoratore in possesso di specifici requisiti – ad esempio, un’età anagrafica minima di 63 anni e un’anzianità contributiva di 20 anni – fino alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, che deve avvenire entro 3 anni e 7 mesi.
Tale prestito dovrà poi essere restituito al soggetto finanziatore a partire dalla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia, sulla base di un piano di ammortamento ventennale.
La APE sociale, invece, è un’indennità prevista per quei soggetti che versano in particolari condizioni di disagio (invalidi, conviventi con persone con handicap grave, ecc.), con almeno 63 anni di età e 30 anni di contributi (36, se svolgono specifiche attività difficoltose e rischiose). Tale indennità verrà erogata per una durata non superiore al periodo intercorrente tra la data di accesso al beneficio e il conseguimento dell’età anagrafica prevista per l’accesso al trattamento pensionistico di vecchiaia.

Novità della L. 232/2016 (legge di bilancio 2017) – APE volontaria – Chiarimenti INPS

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L’INPS, in data 10.1.2017, ha messo a disposizione sul proprio sito le schede riepilogative riguardanti le novità previdenziali introdotte dalla legge di bilancio 2017 (L. 232/16), trattando gli aspetti più importanti.
Relativamente all’Ape volontaria, l’Istituto precisa che:
– l’anticipo ottenuto, rispetto alla data di effettivo pensionamento, dovrà essere restituito in 260 rate in un arco temporale di 20 anni, mediante una trattenuta effettuata dall’INPS all’atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico;
– il credito, riconosciuto direttamente dall’INPS a partire dal primo pagamento del trattamento pensionistico, è esente da Irpef;
– l’accesso al beneficio è garantito a fronte della cessazione di qualsiasi attività lavorativa anche autonoma;
– l’indennità (1.500 euro mensili non rivalutabili) è corrisposta per 12 rate annuali fino al raggiungimento del primo diritto a pensione (anticipata o vecchiaia);
– la prestazione è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa dipendente o parasubordinata che determini un reddito non superiore a 8.000 euro annui e con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo, nel limite di 4.800 euro annui.

Anticipo pensionistico (APE) – Tipologie e modalità di accesso – Novità della L. 232/2016 (legge di bilancio 2017)

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L’anticipo pensionistico (APE), in vigore dall’1.5.2017 nelle versioni volontaria e sociale, rappresenta una delle maggiori novità in materia previdenziale introdotte con la legge di bilancio 2017. In sintesi, l’APE volontario è un prestito che viene concesso – previo stipula di una polizza assicurativa contro il rischio di premorienza – per 12 mensilità all’anno, fino a quando l’interessato non avrà raggiunto il diritto a riscuotere la pensione di vecchiaia. Tale prestito dovrà poi essere restituito al soggetto finanziatore a partire dalla maturazione del diritto alla pensione sulla base di un piano di ammortamento ventennale.
I lavoratori interessati devono avere almeno 63 anni di età e l’anzianità contributiva minima richiesta per la pensione di vecchiaia (di norma 20 anni). L’anticipo copre al massimo 3 anni e 7 mesi e la pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all’anticipo richiesto, deve risultare non inferiore a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell’Assicurazione generale obbligatoria.
Invece, l’APE sociale, il cui importo però non può superare i 1.500 euro mensili, può essere richiesto da coloro che si trovano in particolari condizioni di disagio sociale (disoccupati, invalidi, conviventi con familiari disabili, eccetera), mentre non spetta ai soggetti titolari di pensione diretta.