Beni concessi in comodato – Spese di gestione – Deducibilità – Condizioni (Cass. 7.11.2018 n. 28375)

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La Cass. 7.11.2018 n. 28375 ha stabilito che, in caso di esternalizzazione a impresa terza dell’attività di produzione di beni venduti dal contribuente, i relativi costi per l’uso del capannone (nella specie, acqua, energia elettrica, gas e telefono) e per la manutenzione dei macchinari di sua proprietà, concessi in comodato all’impresa che svolge in esclusiva per il comodante l’attività di produzione, sono deducibili ai sensi dell’art. 109 co. 5 del TUIR, con conseguente detraibilità della relativa IVA ex art. 19 del DPR 633/72, trattandosi di spese che si inseriscono nel suo programma economico e devono, pertanto, ritenersi inerenti la sua attività produttiva in quanto ad essa strumentali.

Sponsorizzazioni – Natura dell’onere – Criteri di deducibilità (Cass. 10.10.2018 n. 25021)

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La Corte di Cassazione, con l’ordinanza 10.10.2018 n. 25021, ha affermato che le spese di sponsorizzazione, in quanto idonee al più ad accrescere il prestigio dell’impresa, vanno considerate spese di rappresentanza.
Infatti, in base alla normativa vigente fino al 2007, tali oneri sono deducibili previa dimostrazione, a carico del contribuente, del requisito dell’inerenza, consistente non solo nella giustificazione della congruità dei costi, rispetto ai ricavi o all’oggetto sociale, ma soprattutto nell’allegazione delle potenziali utilità per la propria attività commerciale o dei futuri vantaggi conseguibili attraverso la pubblicità svolta dall’impresa.
Letta a contrario, tale pronuncia sembra costituire l’implicita conferma che, nell’attuale contesto legislativo, le spese di sponsorizzazione devono essere considerate di pubblicità e, come tali, non vanno soggette ai limiti di deducibilità previsti dall’art. 108 co. 2 del TUIR (in senso conforme, tra gli altri, l’approfondimento Assonime 6/2013).

Panificio – Accertamento fondato sulle quantità di farina e lievito acquistate – Attendibilità (Cass. 7.9.2018 n. 21860)

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Secondo la Cass. 7.9.2018 n. 21860, è legittimo l’accertamento analitico-induttivo esperito dall’Ufficio a carico di un panificio, basato sulle discrepanze relative alle ricostruzioni indirette dei ricavi fondate a sua volta sulle quantità acquistate di due materie prime indispensabili, fatta salva la prova contraria fornita dal contribuente.
Nel caso di specie, il recupero a tassazione dei maggiori ricavi non contabilizzati derivava dalla ricostruzione delle quantità acquistate sia di farina che di lievito per la fabbricazione del pane.

Omessa o irregolare notifica della cartella di pagamento – Inizio dell’esecuzione forzata – Tutela del contribuente (Corte Cost. 31.5.2018 n. 114)

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Secondo Corte Cost. 31.5.2018 n. 114, il contribuente è ammesso a proporre opposizione all’esecuzione davanti al tribunale ordinario qualora sia iniziata l’esecuzione e non è possibile trovare adeguata tutela nel processo tributario.
Tale azione presuppone, infatti, che i rimedi contro l’accertamento o la cartella siano stati esperiti ovvero che siano inutilmente decorsi i termini per proporre ricorso davanti al giudice tributario.
L’opposizione rientra nell’ambito dell’art. 615 co. 2 c.p.c. e si propone con ricorso al giudice dell’esecuzione del tribunale competente per territorio (art. 27 c.p.c.).
Nella diversa ipotesi in cui, invece, tramite l’opposizione venga contestata la notifica del titolo esecutivo, la giurisdizione sarà del giudice tributario e l’azione dovrà essere proposta entro sessanta giorni dalla notifica del primo atto esecutivo (Cass. SS. UU. 13913/2017).

Cessione gratuita di aree edificabili – Determinazione della plusvalenza (Cass. 1.10.2018 n. 23702)

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Secondo quanto deciso dalla Cass. 1.10.2018 n. 23702, per il calcolo della plusvalenza originata dalla cessione di un terreno edificabile, che risulta imponibile ex art. 67 co. 1 lett. b) del TUIR, al costo fiscale dell’area ceduta si deve sommare anche il costo sostenuto per l’acquisizione di altri appezzamenti ceduti poi gratuitamente al Comune per ottenere la volumetria necessaria.
Ad avviso della Corte, si tratta di costi inerenti ad un’unica iniziativa urbanistica e come tali devono essere sottratti al prezzo di cessione per il calcolo della plusvalenza.

Locazione di immobili commerciali – Risoluzione contrattuale – Effetti (C.T. Reg. Roma 30.1.2018 n. 469/16/18, C.T. Reg. Roma 9.2.2018 n. 756/9/18)

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Il canone di locazione di immobili ad uso commerciale concorre a formare il reddito del contribuente locatore durante il tempo in cui il contratto esplica i suoi effetti, anche se non percepito per cause imputabili al conduttore; pertanto, deve essere dichiarato pure se non riscosso.
Secondo C.T. Reg. Roma 30.1.2018 n. 469/16/2018, nel caso in cui il contratto contenga una clausola risolutiva espressa per il caso di morosità, la conclusione del rapporto negoziale si verifica al momento del mancato pagamento del canone dovuto; pertanto, le somme spettanti al proprietario non sono riconducibili ai canoni di locazione (e non devono essere tassate come tali), ma hanno natura risarcitoria.
Invece, per C.T. Reg. Roma 9.2.2018 n. 756/9/18, pur in presenza di una clausola di risoluzione, se il contribuente locatore non esercita il diritto allo scioglimento del vincolo, permane l’obbligo di dichiarare i canoni scaduti e non riscossi, fino alla conclusione del procedimento di sfratto.

Cessione di terreno edificabile di pertinenza dell’abitazione – Plusvalenza autonomamente tassabile (Cass. 6.7.2018 n. 17792)

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La Corte di Cassazione ha ribadito che la natura pertinenziale del terreno edificabile è irrilevante, nell’ambito dell’applicazione della disciplina dei redditi diversi di cui all’art. 67 del TUIR, in quanto tale norma non fa alcun riferimento alle pertinenze e precisa che, per i terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria, la tassabilità delle plusvalenze sussiste “in ogni caso”.
Ciò significa – spiega la Corte – che la natura pertinenziale di un bene non ne esclude di per sè la potenzialità edificatoria secondo gli strumenti urbanistici e, quindi, l’assoggettabilità al pagamento della plusvalenza.
Lo stesso terreno, tuttavia, non è soggetto al pagamento dell’ICI (oltre che dell’IMU e della TASI stante il rinvio operato dall’art. 13 co. 2 del DL 201/2011 all’art. 2 del DLgs. 504/92) in quanto l’area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza scontano l’imposta unitamente al fabbricato.

Antenne di telefonia mobile – Esclusione dall’IMU (C.T. Prov. Ravenna 1.1.2018 n. 170/1/18)

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Ad avviso della C.T. Prov. Ravenna n. 170/1/18, gli impianti funzionali ai servizi di telecomunicazione (antenne di telefonia mobile) non sono soggetti a IMU/TASI.
Tale posizione deriva dalla previsione interpretativa dell’art. 12 del DLgs. 33/2016, che ha stabilito che le opere di telecomunicazione possono essere soggette esclusivamente a TOSAP o a COSAP.

Imposta sulla pubblicità – Apposizione di faretti sulle vetrate (C.T. Prov. Varese 10.4.2018 n. 130/2/18)

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L’art. 7 co. 7 del DLgs. 507/93 prevede che l’imposta sulla pubblicità è aumentata del 100% se effettuata in forma luminosa o illuminata.
Pertanto, la maggiorazione, secondo la C.T. Prov. Varese 10.4.2018 n. 130/2/18, spetta quando la vetrina del negozio è illuminata da appositi faretti.
Non rileva, a fini tributari, che, mediante tale illuminazione, venga fatta luce anche sul territorio comunale dove transitano i pedoni.

Autonoma organizzazione – Compensi per attività di sindaco, consulente tecnico d’ufficio e pubblicista – Esclusione da IRAP – Condizioni (Cass. 17.5.2018 n. 12052)

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La Corte di Cassazione, con la sentenza 17.5.2018 n. 12052, ha affermato che non sono soggetti a IRAP gli emolumenti percepiti per:
– attività di sindaco e revisore di società;
– lezioni e diritti d’autore;
– consulenze tecniche d’ufficio e di parte.
Affinché operi l’esclusione, occorre che il professionista (nel caso di specie, commercialista) sia in grado di scindere i suddetti compensi rispetto a quelli prodotti avvalendosi di un’autonoma organizzazione.
L’accertamento delle varie attività esercitate e lo scorporo dei relativi proventi spetta al giudice di merito ed è insindacabile, in sede di legittimità, se adeguatamente motivato.