Esonero dello 0,8% per i rapporti di lavoro dipendente – Novità della L. 234/2021 (legge di bilancio 2022) – Istruzioni operative (circ. INPS 22.3.2022 n. 43)

Con la circ. 22.3.2022 n. 43, l’INPS ha fornito le istruzioni operative sull’esonero dello 0,8% della quota IVS del lavoratore, introdotto – in via eccezionale per i periodi di paga dall’1.1.2022 al 31.12.2022 – dall’art. 1 co. 121 della L. 234/2021.
Lo sconto contributivo si applica:
– ai lavoratori dipendenti di datori di lavoro, a prescindere dal settore (pubblico o privato), ad eccezione del lavoratore domestico;
– se la retribuzione mensile del lavoratore (ovverosia l’imponibile previdenziale) non ecceda l’importo di 2.692 euro (se nel mese tale importo venisse superato, lo sconto non spetterà nel mese in questione);
– sulla tredicesima (fermo restando il limite di 2.692 euro, ovvero 224 euro se la tredicesima è erogata mensilmente), ma non sulla quattordicesima.
I datori di lavoro dovranno esporre, dal flusso UniEmens di competenza di marzo 2022, i lavoratori per i quali spetta l’esonero, utilizzando i nuovi codici causale “L024″ ed “L025″ (quest’ultimo per la tredicesima). Per i mesi pregressi, la valorizzazione dell’elemento “AnnoMeseRif” può essere effettuata nei flussi di competenza di marzo, aprile e maggio 2022.
Specifiche istruzioni sono state dettate ai datori di lavoro agricoli.

Imprese turistiche-ricettive – Credito d’imposta per la seconda rata dell’IMU 2021 – Novità del DL 21.3.2022 n. 21 (c.d. DL “Ucraina”)

L’art. 22 del DL 21.3.2022 n. 21 riconosce un contributo, sotto forma di credito d’imposta, pari al 50% dell’importo versato per la seconda rata dell’IMU per l’anno 2021, alle  imprese turistico-ricettive.
Dal punto di vista oggettivo, per poter beneficiare del contributo è necessario che:
– gli immobili per i quali è stata pagata la seconda rata dell’IMU 2021 siano accatastati nella categoria catastale D/2;
– in detti immobili venga gestita la relativa attività ricettiva;
– i proprietari degli immobili D/2 siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
I gestori dell’attività (che sono anche i proprietari dell’immobile D/2), inoltre, devono aver subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi nel secondo trimestre 2021 di almeno il 50% rispetto al corrispondente periodo dell’anno 2019.
Il credito d’imposta, che dovrà essere richiesto presentando un’apposita autodichiarazione all’Agenzia delle Entrate secondo le modalità ed entro i termini che saranno stabiliti da un apposito provvedimento, è utilizzabile esclusivamente in compensazione mediante il modello F24, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione netta ai fini dell’IRAP e non rileva ai fini del rapporto di cui agli artt. 61 e 109 co. 5 del TUIR.

Regime di non imponibilità IVA delle cessioni intracomunitarie di beni – Effetti della incompleta, tardiva o mancata compilazione dell’elenco riepilogativo INTRASTAT

Tra i requisiti sottesi al regime di non imponibilità IVA delle cessioni intracomunitarie di beni, l’art. 41 co. 2-ter del DL 331/93 richiede che il cedente abbia compilato l’elenco riepilogativo INTRASTAT o ne abbia debitamente giustificato l’incompleta o mancata compilazione.
Non è ancora stato chiarito, da parte dell’Amministrazione finanziaria, se a fronte di una violazione nella presentazione degli elenchi INTRA delle vendite, la successiva regolarizzazione sia sufficiente a garantire la permanenza del regime di favore, come nel caso in cui l’elenco sia presentato omettendo i dati di una o più cessioni INTRA Ue oppure indicando dati errati.
Le Note esplicative riguardanti i “Quick fixes 2020″ evidenziano che il mancato adempimento del cedente in merito alla presentazione degli elenchi, ai sensi dell’art. 138, par. 1-bis della direttiva 2006/112/CE, “può di fatto essere stabilito solo una volta trascorso un certo periodo dal momento in cui la cessione è stata effettuata e fatturata”. Vi è dunque un lasso di tempo “tra il momento in cui il cedente deve presentare l’elenco riepilogativo e il momento in cui le autorità fiscali intervengono”.

Prova della cessione intracomunitaria – Prodotti soggetti ad accisa – Validità dell’e-AD (risposta a interpello Agenzia delle Entrate 22.3.2022 n. 146)

Con risposta a interpello 22.3.2022 n. 146, l’Agenzia delle Entrate ha affermato che è possibile fornire la prova di una cessione intracomunitaria ex art. 41 co. 1 del DL 331/93, per beni soggetti ad accisa, mediante il documento amministrativo e-AD.
Al fine di attestare il trasporto intracomunitario dei beni, tale documento può considerarsi sostitutivo del CMR (nel quale sono contenuti gli stessi elementi) o di altri documenti di trasporto della merce.
Secondo l’Agenzia delle Entrate, nonostante l’introduzione della presunzione relativa alle cessioni intracomunitarie di cui all’art. 45-bis del Regolamento Ue n. 282/2011, è comunque possibile dimostrare con altri elementi oggettivi di prova che l’operazione sia realmente avvenuta.

Credito d’imposta per l’acquisto di carburante per i mezzi utilizzati dalle imprese agricole e della pesca – Novità del DL 21/2022 (c.d. DL “Ucraina”)

A norma dell’art. 18 del DL 21.3.2022 n. 21, alle imprese esercenti attività agricola e della pesca, a parziale compensazione dei maggiori oneri effettivamente sostenuti per l’acquisto di gasolio e benzina per la trazione dei mezzi utilizzati per l’esercizio dell’attività agricola e della pesca, è riconosciuto un credito d’imposta pari al 20% della spesa sostenuta per l’acquisto del carburante effettuato nel primo trimestre solare dell’anno 2022, comprovato mediante le relative fatture d’acquisto, al netto dell’IVA.
Il credito d’imposta:
– non concorre alla formazione del reddito e dell’IRAP;
– è utilizzabile entro il 31.12.2022 esclusivamente in compensazione mediante il modello F24 ex art. 17 del DLgs. 241/97, senza applicazione dei limiti generali alle compensazioni;
– può essere ceduto, solo per intero, dalle imprese beneficiarie ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari, senza facoltà di successiva cessione, fatta salva la possibilità di due ulteriori cessioni solo se effettuate a favore di “soggetti vigilati”.

Tirocini – Apprendistato – Novità della L. 234/2021 (legge di bilancio 2022) – Criticità (audizione Fondazione Nazionale dei Commercialisti 15.3.2022)

In audizione in Senato, la Fondazione nazionale dei commercialisti ha formulato, con un documento del 15.3.2022, alcune considerazioni su tirocini e apprendistato.
In particolare, la Fondazione sottolinea che:
– è necessario introdurre meccanismi che permettono di verificare se la formazione erogata durante il tirocinio sia strumentale all’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro, anche mediante la responsabilizzazione degli enti autorizzati alla promozione dei tirocini extracurriculari nonché alle modalità di certificazione delle competenze trasmesse;
– il riordino della disciplina sui tirocini, prevista dall’art. 1 co. 720-726 della L. 234/2021, rischia di ridurre il potenziale di questo istituto considerato che le future Linee guida dei tirocini (ancora da emanare) potrebbero circoscrivere l’applicazione dei tirocini ai soli soggetti con difficoltà di inclusione sociale.
– occorre valorizzare e semplificare l’apprendistato;
– risulta insufficiente lo sgravio introdotto dall’art. 1 co. 645 della L. 234/2021 per l’apprendistato di primo livello, visti i costi aziendali che tale tipologia comporta.

Omesso/tardivo reverse charge – Sanzioni da omesso versamento (Cass. 15.3.2022 n. 8283)

In caso di omessa o tardiva autofatturazione, si rendono applicabili le sanzioni di cui all’art. 13 del DLgs. 471/97 quand’anche non ci sia stato, visto il peculiare meccanismo di assolvimento dell’imposta, un materiale omesso versamento ad esempio in quanto la violazione ha avuto effetto sul pro rata.
Rimangono applicabili le sanzioni sull’omesso reverse charge dell’art. 6 co. 9-bis del DLgs. 471/97.
Il giudice del rinvio, precisa la Cass. 15.3.2022 n. 8283, deve valutare se la sanzione da omesso versamento dell’art. 13 del DLgs. 471/97 è rispettosa, alla luce delle circostanze di fatto, del principio di proporzionalità.

Detrazioni “edilizie” – Comunicazione delle opzioni per la cessione del credito o lo sconto in fattura – Proroga al 29.4.2022 – Emendamento al DL 4/2022 (DL “Sostegni-ter”)

Un emendamento al testo del DL 4/2022 (DL “Sostegni-ter”), attualmente in corso di conversione in legge, prevede la proroga fino al 29.4.2022 del termine (attualmente fissato per il 7.4.2022) per la comunicazione, exart. 121 del DL 34/2020, dell’opzione di sconto sul corrispettivo o di cessione del credito d’imposta relativo alla detrazione “edilizia”. Il testo del Ddl. di conversione, sul quale il Governo ha espresso la volontà di porre la questione di fiducia, sarà oggi oggetto d’esame in Parlamento.

Rate in scadenza nel 2020, nel 2021 e nel 2022 – Proroga – Emendamento al DL 4/2022 (DL “Sostegni-ter”)

In base all’art. 1 del DL 21.10.2021 n. 146, le rate da rottamazione dei ruoli e da saldo e stralcio scadute nel 2020 e nel 2021 avrebbero dovuto essere pagate entro il 9.12.2021.
Se verrà approvato un emendamento al DL 4/2022:
– le rate scadute nel 2020 andranno pagate entro il 30.4.2022;
– le rate scadute nel 2021 andranno pagate entro il 31.7.2022;
– le rate scadenti nel 2022 andranno pagate entro il 30.11.2022.

Interventi di riqualificazione energetica e antisismici – Superbonus del 110% (risposte Agenzia delle Entrate a Telefisco 23.6.2021).

Nell’ambito delle risposte fornite nell’edizione speciale di Telefisco 2021, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che la riduzione del 50% della detrazione prevista in caso di interventi su immobili ad uso promiscuo troverà applicazione anche con riferimento alle spese sostenute dal coniuge del professionista.
Inoltre, è stata riconosciuta la possibilità di beneficiare del superbonus del 110% nel caso di un intervento di sostituzione di una caldaia oggetto, in precedenza, dell’ecobonus (art. 14 del DL 63/2013) o, ancora, nell’ipotesi di sostituzione di infissi già oggetto di ecobonus (art. 14 del DL 63/2013), con altri più performanti.
Per quanto, infine, attiene gli interventi di installazione di impianti fotovoltaici è stato chiarito che il contribuente potrà accedere al superbonus del 110% anche nelle more del perfezionamento del contratto con il GSE (requisito richiesto dall’art. 119 co. 7 del DL 34/2020), a condizione, tuttavia, che il beneficiario risulti in possesso della comunicazione di accettazione dell’istanza presentata al GSE medesimo.