Agevolazione prima casa – Condizioni agevolative – Non titolarità di altra abitazione acquistata col beneficio – Verifica della adeguatezza alle esigenze abitative – Esclusione (Cass. 17.11.2017 n. 27376)

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Secondo quanto affermato dalla Corte di Cassazione, nell’ordinanza n. 27376/2017, può nuovamente godere dell’agevolazione prima casa chi abbia la titolarità di un’altra abitazione valutata non idonea all’uso abitativo, sia per circostanze di natura oggettiva (ad esempio, inabitabilità) che di natura soggettiva (es. fabbricato inadeguato per caratteristiche o dimensioni).
Inoltre, ribadisce la pronuncia, può godere del beneficio colui che, al momento dell’acquisto, sia proprietario di un altro immobile utilizzato come studio professionale e, quindi, in concreto non idoneo ad essere abitato, ove ciò sia comprovato dal successivo accatastamento in A10.
L’ordinanza contraddice quanto affermato dallo stesso Collegio con la sentenza 13.6.2017 n. 14740, ma rientra in un filone giurisprudenziale molto solido, secondo il quale, per la condizione di impossidenza di altre abitazioni, rileverebbe l’idoneità dell’abitazione preposseduta.
Si ricorda come la norma agevolativa non contenga più, dall’1.1.96, alcun riferimento alla idoneità abitativa dell’altra abitazione, ma la più parte della giurisprudenza continui a fare riferimento a tale requisito.

Modalità di tenuta dei registri in forma elettronica – Novità del maxiemendamento al DL 148/2017

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Una disposizione del maxiemendamento al Ddl. di conversione del DL 148/2017 prevede che i registri IVA delle vendite e degli acquisti di cui, rispettivamente, agli artt. 23 e 25 del DPR 633/72, possano essere tenuti con sistemi elettronici senza che sia necessaria la relativa stampa entro i tre mesi successivi al termine di presentazione della relativa dichiarazione annuale dei redditi.
Ciò, tuttavia, a patto che i suddetti registri, in caso di accessi, ispezioni o verifiche:
– risultino sempre aggiornati;
– possano essere stampati su richiesta degli organi di controllo e in loro presenza.
A tali condizioni, dunque, i registri IVA tenuti con sistemi elettronici sarebbero considerati regolari anche in assenza della trascrizione su supporti cartacei oltre il termine stabilito dall’art. 7 co. 4-ter del DL 357/94.

Sottoscrizione digitale ai fini fiscali di atti societari – Novità del maxiemendamento al DL 148/2017

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Il maxiemendamento approvato dal Senato in sede di conversione del DL 148/2017 introduce il nuovo co. 1-ter all’art. 36 del DL 112/2008 (in materia di class action e sottoscrizione dell’atto di trasferimento di partecipazioni societarie).
La nuova disposizione estende la facoltà di utilizzo della firma digitale alla sottoscrizione delle seguenti tipologie di atti:
– gli atti di trasformazione delle società (art. 2498 c.c.);
– gli atti di scissione delle società (art. 2506 c.c.);
– i contratti che hanno per oggetto il trasferimento della proprietà o il godimento delle imprese soggette a registrazione (art. 2556 c.c.).
L’utilizzo della firma digitale deve avvenire nel rispetto della normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione dei documenti informatici.
Al riguardo, si ritiene che la norma non sembri di per sé idonea ad incidere sulle attuali modalità di gestione dell’atto e che la sottoscrizione digitale non sia altro che una forma di redazione telematica del documento.

Riduzione dei termini per la detrazione IVA – Novità del DL 50/2017 convertito – Effetti sulla registrazione delle fatture emesse a fine 2017 e ricevute nel 2018

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Per effetto delle novità del DL 50/2017, sono stati anticipati i termini previsti per l’esercizio della detrazione dell’IVA, nonché per la registrazione delle fatture di acquisto.
Si ricorda che il termine per la registrazione delle fatture incide anche sulla determinazione del reddito per i contribuenti in contabilità semplificata i quali abbiano optato per il metodo delle registrazioni ai fini IVA ex art. 18 co. 5 del DPR 600/73. Occorre, dunque, prestare attenzione alle fatture ricevute a fine anno.
In particolare, se una fattura viene ricevuta entro il 31.12.2017, la stessa deve essere registrata entro il medesimo anno ai fini della deducibilità del costo nell’ambito del regime di cassa, non potendo concorrere alla determinazione del reddito del 2018. Infatti, in linea generale, una fattura di acquisto relativa al 2017 può concorrere alla determinazione del reddito del 2018 soltanto in caso di fatturazione differita ovvero di tardiva ricezione della fattura a causa di disguido postale.

Agevolazioni prima casa -Area scoperta antistante all’abitazione – Estensione dell’agevolazione – Condizioni

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Sebbene l’agevolazione prima casa sia inevitabilmente legata ad un fabbricato (come definito dal Min. Lavori pubblici n. 1820/1960 e dalla R.M.n. 46/1998), tuttavia, non può dirsi che l’agevolazione si “fermi” con i confini dell’edificio.
Infatti, in più occasioni, sia la giurisprudenza che l’Amministrazione finanziaria hanno riconosciuto come l’agevolazione (sia per l’acquisto che per la costruzione) spetti:
– anche per le pertinenze dell’abitazione (circ. 18/2013);
– anche in caso di ampliamento della “prima casa” (ris. 22/2011).
Con riferimento alle pertinenze, l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che il beneficio possa applicarsi anche alle aree scoperte dell’abitazione, purché graffate ad essa in Catasto. La dottrina non condivide tale tesi, ritenendo che l’agevolazione spetti a tutte le aree scoperte che siano definibili pertinenze ex art. 817 c.c.

Ravvedimento operoso – Pagamento frazionato delle somme dovute – Legittimità – Condizioni (C.T. Reg. Cagliari 6.7.2017 n. 223/5/17)

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Il ravvedimento operoso può avvenire in modo frazionato, riducendo le sanzioni a seconda dei momenti in cui il medesimo avviene e parametrando la diversa riduzione alla porzione di imposta versata (C.T. Reg. Cagliari 6.7.2017 n. 223/5/17).
Quanto esposto è coerente con il principio della ris. Agenzia delle Entrate 23.6.2011 n. 67.
Così, se un tardivo versamento IVA viene ravveduto in parte entro i trenta giorni e in parte entro i novanta giorni, la riduzione della sanzione del 15% sarà, per la prima tranche, pari a 1/10, e, per la seconda tranche, pari a 1/9.

Cartella di pagamento -Causale generica – Nullità della cartella – Condizioni (C.T. Reg. Bari 18.9.2017 n. 2688/7/17)

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Deve essere dichiarata nulla la cartella di pagamento avente una causale generica, del tipo “Ires interessi”, in quanto non è dato compredere a cosa si riferisce il recupero, nè se il medesimo è stato già definito dal contribuente (C.T. Reg. Bari 18.9.2017 n. 2688/7/17).
L’obbligo motivazionale degli atti impositivi, secondo cui essi devono indicare le ragioni di fatto e di diritto della pretesa vale, ex art. 7 della L. 212/2000, anche per quelli degli Agenti della riscossione.

Iscrizione di ipoteca – Tutela cautelare – Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. (C.T. Prov. Milano 11.10.2017 n. 3572/4/17)

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In caso di pregiudizio per la parte, anche nel processo tributario deve essere ammessa la tutela preventiva ex art. 700 c.p.c., e quindi va ordinata la cancellazione dell’ipoteca a cura del Conservatore dei registri immobiliari (C.T. Prov. Milano 11.10.2017 n. 3572/4/17).
La decisione appare criticabile, in quanto il meccanismo di tutela d’urgenza ex art. 700 c.p.c. non sembra compatibile con la natura impugnatoria del processo tributario.
L’unico mezzo a disposizione della parte dovrebbe essere l’ordinaria sospensiva di cui all’art. 47 del DLgs. 546/92, che postula il ricorso contro l’atto impugnabile.

Acconti IRPEF/IRES e IRAP relativi al 2017 – Metodo previsionale – Principali disposizioni rilevanti

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Tra le disposizioni che possono rendere conveniente l’applicazione del metodo previsionale per il calcolo degli acconti d’imposta, si ricordano, tra le altre:
– in ambito IRES, la riduzione dell’aliquota dal 27,5% al 24% (in pratica, l’IRES presunta 2017, sulla quale commisurare l’acconto, deve essere calcolata sulla base dell’aliquota del 24% e non del 27,5%);
– in ambito IRPEF, l’esclusione da imposizione dei redditi fondiari di coltivatori diretti e IAP per gli anni 2017, 2018 e 2019, nonché i nuovi limiti di deducibilità delle spese di formazione per gli esercenti arti e professioni, applicabili dal 2017.

Splitpayment – Condizioni di inapplicabilità – Poteri di non sanzionabilità (circ. Agenzia delle Entrate 7.11.2017 n. 27)

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Il meccanismo dello split payment (art. 17-ter del DPR 633/72), come chiarito dalla circ. Agenzia delle Entrate 7.11.2017 n. 27, non trova applicazione:
– con riguardo alle operazioni che rientrano nell’ambito di applicazione del reverse charge, come previsto dall’art. 17-ter co. 1 del DPR 633/72;
– qualora l’acquirente sia in possesso dello status di esportatore abituale e intenda avvalersi della facoltà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’IVA (art. 8 co. 1 lett. c) del DPR 633/72) inviando la dichiarazione d’intento al fornitore;
Fra gli ulteriori chiarimenti forniti dalla predetta circolare si segnalano:
– la non applicabilità della liquidazione dell’IVA secondo la contabilità di cassa (art. 32-bis del DL 83/2012) in relazione alle operazioni riconducibili alla disciplina dello split payment;
– la non sanzionabilità dei comportamenti difformi, adottati prima dell’emanazione del documento di prassi sopra citato, purché l’imposta sia stata assolta anche se irregolarmente.