Cessione di bitcoin – Dubbi applicativi

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Con riferimento ai bitcoin ed alle criptovalute in genere, l’interpello DRE Lombardia 956-39/2018 sostiene che i medesimi devono essere oggetto di comunicazione attraverso il quadro RW. In particolare, all’interno di questo quadro la criptovaluta:
– deve essere segnalata nella colonna 3 («codice individuazione bene») con il «14» («Altre attività estere di natura finanziaria»);
– possiede un controvalore in euro che deve essere determinato al 31 dicembre del periodo di riferimento, al cambio indicato a tale data sul sito dove il contribuente l’ha acquistata.
Sul tema, gli Autori osservano che l’unica norma di legge nazionale che ha regolato il fenomeno delle criptovalute è il DLgs. 231/2007 in materia di antiriciclaggio; questa disposizione stabilisce che le valute virtuali consistono in una “rappresentazione digitale di valore non emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non necessariamente collegata a una valuta avente corso legale, utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi e trasferita, archiviata e negoziata elettronicamente”.
Guardando alla normativa antiriciclaggio emerge una chiara incompatibilità tra il concetto di criptovaluta e quello di valuta estera.

Utilizzo dei guanti monouso da parte del dentista – Rilevanza ai fini dell’accertamento (Cass. 4.5.2018 n. 10692)

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Secondo la Cass. 4.5.2018 n. 10692, è legittimo l’accertamento analitico-induttivo effettuato nei confronti di un odontoiatra fondato sull’utilizzo di guanti monouso, sebbene il percorso di ricostruzione indiretta dei compensi del professionista tenga in considerazione anche le rimanenze, elemento estraneo alla determinazione del reddito di lavoro autonomo, perché rilevante solo per il calcolo del reddito d’impresa.
La valorizzazione di tali elementi di consumo monouso, infatti, non è affatto
inibita, potendosi al contrario attribuirne rilevanza probatoria nel contesto di un più complesso quadro probatorio.

Sponsorizzazioni parzialmente inesistenti – Prova dell’effettività del costo

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Secondo alcuni interventi della giurisprudenza di merito, l’Ufficio non può dedurre l’esistenza di operazioni oggettivamente inesistenti (trattasi nella specie di inesistenza parziale, ovvero di sovrafatturazione) solo dalle risultanze della verifica condotta nei confronti dell’emittente le fatture, nonché autore del sistema fraudolento (C.T. Reg. Venezia 30.9.2015 n. 1486/5/15).
Il ragionamento ipotetico dell’Amministrazione, infatti, è espressione di un sospetto generico e non costituisce una prova neanche indiziaria (C.T. Reg. Firenze 15.3.2018 n. 505/21/17).

Assegni di importo superiore a 1.000,00 euro privi della clausola di non trasferibilità – Regime sanzionatorio

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Il decreto legislativo sull’accesso ai dati antiriciclaggio da parte delle autorità fiscali, approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri in data 16.5.2018, non include le norme che avrebbero dovuto ridurre le sanzioni (che vanno da 3.000,00 a 50.000,00 euro, con la possibilità di oblazione da 6.000,00 a 16.666,00 euro) per chi emette e chi porta all’incasso gli assegni da 1.000,00 euro a salire sprovvisti della clausola di non trasferibilità.
Spetterà ora al nuovo Governo e al Parlamento decidere se e come procedere sulla strada della riscrittura delle sanzioni applicate a casi ben lontani da ipotesi di riciclaggio.

Credito d’imposta per investimenti pubblicitari – Firma del DPCM di attuazione

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Stando ad alcune indiscrezioni, sarebbe stato firmato il DPCM relativo alla procedura per accedere al credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari di cui all’art. 57-bis del DL 50/2017.
Con il DPCM vengono fornite indicazioni specifiche in merito a:
– soggetti beneficiari;
– investimenti ammissibili ed esclusi;
– limiti delle condizioni di agevolazione;
– procedure e controlli.
Si ricorda che il credito d’imposta è pari al 75% degli investimenti incrementali (90% in caso di investimenti effettuati da PMI e start up innovative) per le imprese, i lavoratori autonomi e gli enti non commerciali che investono in campagne pubblicitarie su quotidiani e periodici (anche on line), TV e radio locali.

Dividendi derivanti dal possesso di partecipazioni qualificate – Novità della L. 205/2017 (legge di bilancio 2018) – Disciplina transitoria (circ. Assonime 17.5.2018 n. 11)

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Secondo la circ. Assonime 17.5.2018 n. 11, la disciplina transitoria prevista dall’art. 1 co. 1006 della L. 205/2017 deve interpretarsi nel senso per cui, se la distribuzione di dividendi è stata deliberata prima del 31.12.2022 (e non, quindi, dall’1.1.2018 al 31.12.2022, come afferma testualmente la norma), la tassazione in capo al socio titolare di una partecipazione qualificata avviene secondo le previgenti regole (con inclusione dell’utile nella base imponibile IRPEF, pur nel limite del 40%, 49,72% o 58,14%), e non con la ritenuta a titolo d’imposta del 26%.
Dovrebbe, così, essere salvaguardata la posizione delle società che hanno deliberato la distribuzione nel 2017, ma che hanno materialmente eseguito la stessa, con attribuzione del denaro o dei beni ai soci, nel 2018.

Obbligo di fatturazione elettronica – Regole di emissione e ricezione delle fatture (provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757)

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Sulla base di quanto previsto dal provv. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 89757, si rileva, fra l’altro, che:
– il recapito della fattura elettronica ai clienti soggetti passivi IVA può avvenire mediante una delle tre modalità previste (sistema di posta elettronica certificata, modello web service e sistema basato su protocollo FTP);
– ai fini dell’indirizzamento della fattura elettronica è previsto un servizio di registrazione (“censimento”), accessibile tramite l’interfaccia web “Fatture e corrispettivi”, con il quale il contribuente può indicare l’indirizzo telematico (PEC o codice destinatario) ove desidera ricevere le fatture.
A prescindere dalle modalità di recapito delle fatture, il sistema della fatturazione elettronica “a regime” potrebbe e dovrebbe permettere un’integrazione automatica dei documenti ricevuti nel registro acquisti. Di conseguenza, si ricorrerà a sistemi alternativi rispetto a quello di apposizione del protocollo IVA.

Obbligo di fatturazione elettronica – Cessione di carburante agricolo – Cessione di carburante dalla cooperativa ai soci

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L’obbligo di fatturazione elettronica si applica, a partire dall’1.7.2018, anche alle cessioni di carburante agricolo. Infatti, come ricordato nell’ambito della circ. Agenzia delle Entrate 30.4.2018 n. 8, l’obbligo in questione riguarda la generalità delle cessioni di benzina e gasolio destinati ad essere utilizzati come carburanti per motori per autotrazione.
A tal proposito, si osserva che, sebbene l’art. 1 co. 920 della L. 205/2017 preveda l’obbligo di documentazione mediante fattura elettronica per gli acquisti di carburante per autotrazione da parte di soggetti IVA “effettuati presso impianti stradali di distribuzione” e il successivo co. 922, nell’imporre il pagamento con mezzi tracciabili ai fini della deducibilità della spesa, faccia riferimento ai carburanti destinati ad autoveicoli di cui all’art. 164 del TUIR, che non comprendono, ad esempio, i trattori, l’obbligo di emissione della fattura elettronica riguarda anche il carburante agricolo.
Rientrano nel medesimo obbligo anche le cessioni di carburante da parte di una cooperativa di autotrasportatori che acquista il carburante all’ingrosso e lo rivende ai soci. In tal caso, se i rifornimenti sono provati da un documento di consegna, la cooperativa può emettere anche una fattura elettronica riepilogativa mensile.

Società di comodo – Disapplicazione mediante interpello – Modalità

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Al fine di ottenere la disapplicazione della disciplina delle società di comodo per l’esercizio 2017, l’istanza di interpello va inviata entro il 31.10.2018; tuttavia, per poter recepire la risposta dell’Amministrazione finanziaria in sede di compilazione del modello REDDITI, tenuto conto del termine di 120 giorni concesso all’Agenzia per rispondere, occorre anticipare l’invio al 28.6.2018 (ndr 3.7.2018).
Considerando altresì le eventuali sospensioni del termine, in presenza di richieste di documentazione, è opportuno predisporre le istanze entro la fine di maggio.
Si ricorda che l’interpello è facoltativo, potendo la società disapplicare la disciplina in modo autonomo, dandone apposita comunicazione nel modello REDDITI 2018.

Definizione ex DL 193/2016 – Termine per revocare e modificare la domanda di rottamazione – Scadenza del 15.5.2018

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Il prossimo 15.5.2018 scade il termine ultimo per presentare l’istanza di rottamazione dei ruoli.
Così come confermato dall’Agenzia Entrate nel corso di Telefisco 2018, è possibile, entro tale data, revocare, sostituire o integrare liberamente le istanze già presentate.
Nel caso in cui il debitore abbia omesso di indicare il numero delle rate, tale scelta non è più modificabile dopo il 15.5.2018.