Controversie di lavoro – Foro competente – Rilevanza del luogo di lavoro (Corte di giustizia UE 14.9.2017 C-168/16 e C-169/16)

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Secondo la Corte di Giustizia UE (sentenza 14.9.2017, cause riunite C-168/16 e C-169/16), quando i lavoratori svolgono la propria attività lavorativa sul territorio di più Stati, come il personale di cabina nell’ambito del trasporto aereo di passeggeri, il datore di lavoro non può far valere le clausole del contratto di lavoro volte a designare come competente il giudice di un particolare Stato.
Al riguardo, l’art. 19 del reg. CE 44/2001 stabilisce che il datore di lavoro possa essere convenuto – tra le altre cose – in un altro Stato membro rispetto a quello in cui è domiciliato, davanti al giudice del luogo in cui il lavoratore svolge o svolgeva abitualmente la propria attività. Secondo la Corte, tale norma deve essere interpretata come il luogo in cui o a partire dal quale il lavoratore adempie la parte più importante delle sue obbligazioni nei confronti del datore di lavoro.
Se il giudice non è in grado di individuare in modo certo detto luogo, deve individuare il luogo a partire dal quale il lavoratore adempie principalmente alle proprie obbligazioni, mentre non rileva la nazionalità dell’aereo.

Criteri per l’accertamento della natura subordinata del rapporto di lavoro (Cass. 12.9.2017 n. 21121)

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Con l’ordinanza 12.9.2017 n. 21121, la Corte di Cassazione è intervenuta con riferimento ad un caso originato da un verbale ispettivo dell’INPS, che aveva accertato la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato tra un’azienda e un lavoratore con il quale era stato stipulato un contratto di collaborazione.
Nell’occasione, viene giudicata corretta la decisione d’appello, che aveva accertato la sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato escludendo il rilievo della volontà delle parti – manifestata con la conclusione di un contratto di co.co.co. – e attribuendo prevalenza all’indagine sulle concrete modalità di esecuzione del rapporto.
In particolare, erano stati considerati a tal fine l’orario di lavoro, la retribuzione fissa e il pieno inserimento del lavoratore nell’organizzazione dell’impresa, rendendo superflua l’indagine sull’effettiva soggezione a un potere direttivo del datore di lavoro e la stringente vigilanza sull’attività svolta.
Sul punto, la Cassazione afferma che la presenza di indici tipici del lavoro subordinato (orario di lavoro, retribuzione fissa, ecc.) può rendere superflua l’indagine sulla soggezione a ordini, poiché la subordinazione può realizzarsi anche solo con l’assoggettamento a una direttiva dettata dall’imprenditore in via programmatica o soltanto impressa nella struttura aziendale.

Dipendenti pubblici e privati – Istituzione del Polo unico per le visite fiscali

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È prevista per oggi, 30.8.2017, la presentazione del decreto destinato a regolare i controlli del nuovo Polo unico per le visite fiscali gestito dall’INPS, operativo dall’1.9.2017, sia per i dipendenti privati che per quelli pubblici.
Con riferimento a questi ultimi, è prevista la possibilità di effettuare le verifiche sulle assenze per malattia in modo sistematico e ripetitivo, anche in prossimità dei giorni festivi e di riposo.
Più in particolare, le visite fiscali INPS così regolate riguarderanno tutte le amministrazioni dello Stato, incluse scuole, aziende statali e Camere di commercio. In aggiunta, rientreranno nel perimetro della misura, tra gli altri, i magistrati di tutte le magistrature, i docenti e i ricercatori universitari, gli Avvocati e Procuratori dello Stato, con esclusione, invece, del personale dei Corpi armati dello Stato, dei vigili del fuoco, degli enti pubblici economici, degli enti morali e delle aziende speciali.
Per quanto concerne, le fasce orarie di reperibilità, esse dovrebbero essere ancora le seguenti:
– 9-13 e 15-18 per il settore pubblico;
– 10-12 e 17-19 per il settore privato.

Lavoro agile – Novità del Jobs Act autonomi

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Ai sensi dell’art. 19 della L. 81/2017, la prestazione di lavoro agile viene regolata interamente fra lavoratore e datore di lavoro con un’intesa individuale di forma scritta, la quale, oltre a precisare la durata dell’accordo di lavoro agile (a termine o a tempo indeterminato), dovrà anche individuare i luoghi dove sarà consentito lavorare o, al contrario, escludere quelli ritenuti incompatibili, come ad esempio i luoghi pubblici dove risulta difficile assicurare la protezione dei dati aziendali.
Gli altri aspetti da definire nell’accordo di lavoro agile sono l’orario di lavoro in riferimento ai tempi di riposo e al c.d. “diritto di disconnessione”, la dotazione tecnologica per potere espletare le proprie mansioni “agilmente” e una integrazione del regolamento disciplinare.
Infatti, con l’individuazione del luogo di lavoro al di fuori del perimetro dei locali aziendali, è fondamentale definire quelle condotte non realizzabili nell’ambito aziendale, ma più facilmente attuabili in altri contesti, e prevedere i relativi profili sanzionatori.

Tirocini formativi e di orientamento – Linee guida della Conferenza Stato-Regioni

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Con l’accordo siglato in Conferenza Stato-Regioni del 25.5.2017, sono state definite le nuove linee guida in materia di tirocini. Va comunque precisato che le novità in questione – che devono essere recepite dalle Regioni entro 6 mesi – riguardano i soli tirocini extra curriculari; non sono quindi interessati i tirocini curriculari realizzati nell’ambito delle attività di alternanza scuola/lavoro, nonché quelli collegati ai periodi di pratica professionali per accedere alle professioni ordinistiche.
Sul punto, si osserva come le nuove linee guida dettaglino con particolare precisione le ipotesi che impediscono al datore di lavoro che ha effettuato licenziamenti di poter procedere all’attivazione di nuovi tirocini.
In particolare, si tratta del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, per superamento del periodo di comporto, per mancato superamento del periodo di prova, per fine appalto, per risoluzione del contratto di apprendistato per volontà del datore di lavoro e, più in generale, dei casi di licenziamenti collettivi.

Prestazioni di lavoro occasionale – Regime sanzionatorio (circ. INL 9.8.2017 n. 5)

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L’INL, con la circ. 9.8.2017 n. 5, ha dettato le istruzioni per l’applicazione delle sanzioni in caso di violazioni alla disciplina delle prestazioni di lavoro occasionale (art. 54-bis del DL 50/2017 convertito), spiegando che:
– sia con il Libretto Famiglia che con il Contratto di prestazione occasionale (Cpo), il rapporto si trasforma in uno a tempo pieno e indeterminato se, nel corso dell’anno, l’utilizzatore retribuisce il prestatore più di 2.500 euro o lo impiega per più di 280 ore;
– la violazione del divieto di acquisire prestazioni di lavoro occasionale da soggetti con cui l’utilizzatore abbia in corso o abbia cessato da meno di 6 mesi un rapporto di lavoro subordinato o una co.co.co. comporta la conversione ex tunc del rapporto, a condizione che sia accertato il carattere subordinato dello stesso;
– nell’ambito del Cpo, la mancata, tardiva o errata comunicazione preventiva dello svolgimento della prestazione o il mancato rispetto dei limiti soggettivi sono puniti con la sanzione ridotta di 833,33 euro per ogni giornata non tracciata;
– si tratta di mancata comunicazione, se la prestazione è comunque possibile perché non risultano superati i limiti economici e quantitativi e se, tenuto conto di analoghe attività lavorative correttamente gestite, ha realmente carattere occasionale. Diversamente si tratta di lavoro nero, punito con la maxisanzione.

Prestazioni di lavoro occasionale – Definizione dell’istituto – Rilevanza dei limiti economici

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La circ. 5/2017 dell’Ispettorato nazionale del lavoro (INL) non ha chiarito tutte le problematiche sulle nuove forme di lavoro occasionale ex art. 54-bis del DL 50/2017 convertito.
In particolare, l’INL non chiarisce cosa accade se, pur rispettando la soglia dei 2.500,00 euro di compensi percepibili dal prestatore da parte dello stesso utilizzatore, un utilizzatore superi il proprio limite complessivo di 5.000,00 euro e, viceversa, quali conseguenze possono derivare se lo sforamento riguarda il limite economico previsto per il prestatore.
La conseguenza potrebbe essere la stessa prevista per il superamento di 2.500,00 euro, ossia la conversione dell’intero rapporto in subordinato, in ragione di quanto previsto dai principi civilistici generali e dall’art. 1418 c.c.

Incentivo occupazione Sud – Proroga dei termini per il recupero degli importi relativi all’incentivo da parte dei datori di lavoro (messaggio INPS 10.8.2017 n. 3272)

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Con il messaggio 10.8.2017 n. 3272, l’INPS ha comunicato l’avvenuta proroga dei termini per il recupero degli importi relativi all’incentivo Occupazione Sud ex DM 16.11.2016 n. 367, consentendo ai datori di lavoro interessati di poter effettuare il relativo conguaglio contributivo con il flusso UniEmens di competenza del mese di agosto 2017, il cui termine di invio è il 30.9.2017.
Tale proroga si è resa opportuna in seguito ad alcuni ritardi nell’aggiornamento degli archivi dell’ANPAL concernenti lo stato di disoccupazione dei lavoratori, con conseguente ritardo nel riconoscimento dell’incentivo da parte dell’Istituto.
Operativamente, i datori di lavoro potranno indicare nell’elemento “ImportoArrIncentivo” l’importo del bonus relativo ai mesi di competenza di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, giugno 2017. Tali importi saranno poi riportati, a cura dell’INPS, nel DM2013 “VIRTUALE” con i codici di recupero “L463″ e “L465″ e la valorizzazione del predetto elemento potrà quindi essere effettuata fino al flusso contributivo con competenza agosto 2017.

Licenziamento per giustificato motivo oggettivo – Riorganizzazione dell’attività per crisi aziendale – Legittimità (Cass. 7.8.2017 n. 19655)

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La Corte di Cassazione, con sentenza 7.8.2017 n. 19655, ha precisato che è da ritenersi legittimo il licenziamento per ragioni inerenti all’attività produttiva, all’organizzazione del lavoro e al regolare funzionamento della stessa, comprese anche quelle collegate ad una migliore efficienza gestionale ovvero dirette ad un aumento della redditività d’impresa.
Nel caso di specie, un datore di lavoro, a seguito della perdita di una commessa, sopprimeva un reparto aziendale allo scopo di preservare il profitto aziendale da eventuali alterazioni.
Una siffatta scelta, secondo la Suprema Corte, risulta essere insindacabile, in quanto attinente a ragioni connesse ad un conforme andamento produttivo.

Agevolazioni contributive per il settore edile relative al 2017 – Ambito applicativo (DM 5.7.2017)

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Con il DM 5.7.2017, il Ministero del Lavoro, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha determinato il valore della riduzione contributiva valevole per il 2017 e prevista per le imprese che operano nel settore edile.
Il valore della riduzione è pari, anche per quest’anno, all’11,50% e trova applicazione sull’ammontare delle contribuzioni dovute all’INPS e all’INAIL e diverse da quelle di pertinenza del Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD).
La riduzione contributiva in argomento (concedibile ai datori di lavoro previo possesso del DURC, rispetto dei contratti collettivi, assenza di condanne passate in giudicato per violazioni in materia di sicurezza sul lavoro nel quinquennio antecedente) è prevista dall’art. 29 del DL 244/95 (conv. L. 341/95) per gli operai a tempo pieno del settore edile, occupati a 40 ore a settimana, con esclusione dei lavoratori part time e di quelli già destinatari di specifiche agevolazioni contributive ad altro titolo.