Detrazione degli interessi passivi su mutui per l’acquisto dell’abitazione principale – Cooperativa a proprietà indivisa (Cass. 24.8.2018 n. 21092)

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Con l’ordinanza 24.8.2018 n. 21092, la Corte di Cassazione ha affermato che la detrazione degli interessi passivi sul mutuo stipulato da una cooperativa edilizia a proprietà indivisa e ancora non frazionato non spetta al socio, ma esclusivamente alla cooperativa che ha contratto il finanziamento ed è proprietaria dell’immobile (art. 15 co. 1 lett. b) del TUIR).
Secondo la Corte, dalla lettura della norma emerge chiaramente che la detrazione spetta unicamente alla cooperativa e non ai singoli soci, trattandosi di mutui ipotecari ancora indivisi, come del resto ancora indivisa è la proprietà degli immobili, essendo i soci assegnatari degli alloggi in godimento e non in forza di un diritto di proprietà.

Detrazione IRPEF/IRES per gli interventi di riqualificazione energetica – Requisiti – Modalità di esecuzione dei controlli da parte dell’ENEA (DM 11.5.2018)

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Il DM 11.5.2018 ha disciplinato:
– le procedure e le modalità con le quali l’ENEA effettua i controlli, sia documentali che in situ, volti ad accertare la sussistenza delle condizioni per la fruizione delle detrazioni fiscali di cui all’art. 14 del DL 63/2013, nel rispetto dei requisiti tecnici disciplinati dal decreto di cui al co. 3-ter della citata norma;
– le modalità per la rendicontazione delle spese relative al programma controlli e la successiva erogazione dei relativi importi.

Omessa o irregolare notifica della cartella di pagamento – Inizio dell’esecuzione forzata – Tutela del contribuente (Corte Cost. 31.5.2018 n. 114)

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Secondo Corte Cost. 31.5.2018 n. 114, il contribuente è ammesso a proporre opposizione all’esecuzione davanti al tribunale ordinario qualora sia iniziata l’esecuzione e non è possibile trovare adeguata tutela nel processo tributario.
Tale azione presuppone, infatti, che i rimedi contro l’accertamento o la cartella siano stati esperiti ovvero che siano inutilmente decorsi i termini per proporre ricorso davanti al giudice tributario.
L’opposizione rientra nell’ambito dell’art. 615 co. 2 c.p.c. e si propone con ricorso al giudice dell’esecuzione del tribunale competente per territorio (art. 27 c.p.c.).
Nella diversa ipotesi in cui, invece, tramite l’opposizione venga contestata la notifica del titolo esecutivo, la giurisdizione sarà del giudice tributario e l’azione dovrà essere proposta entro sessanta giorni dalla notifica del primo atto esecutivo (Cass. SS. UU. 13913/2017).

Cessione gratuita di aree edificabili – Determinazione della plusvalenza (Cass. 1.10.2018 n. 23702)

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Secondo quanto deciso dalla Cass. 1.10.2018 n. 23702, per il calcolo della plusvalenza originata dalla cessione di un terreno edificabile, che risulta imponibile ex art. 67 co. 1 lett. b) del TUIR, al costo fiscale dell’area ceduta si deve sommare anche il costo sostenuto per l’acquisizione di altri appezzamenti ceduti poi gratuitamente al Comune per ottenere la volumetria necessaria.
Ad avviso della Corte, si tratta di costi inerenti ad un’unica iniziativa urbanistica e come tali devono essere sottratti al prezzo di cessione per il calcolo della plusvalenza.

Meccanismo generalizzato – Applicazione temporanea alle operazioni al di sopra di 10.000,00 euro per fattura – Novità della direttiva approvata dal Consiglio europeo

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Il Consiglio europeo, in data 2.10.2018, ha approvato in via definitiva la proposta di direttiva che introduce la possibilità per gli Stati membri della UE di introdurre, previa domanda alla Commissione, l’estensione del reverse charge a tutte le cessioni di beni e prestazioni di servizi al di sopra dell’importo di 10.000,00 euro per fattura.
I requisiti e la procedura sono dettati dal nuovo art. 199-quater della direttiva 2006/112/CE.
Gli Stati membri potranno richiedere alla Commissione europea l’implementazione del reverse charge “generalizzato” solo in presenza di particolari requisiti, quali:
– la presenza di un divario tra l’IVA riscossa e quella di cui è stimata la riscossione (“VAT gap”) almeno superiore del 5% rispetto alla media europea;
– la presenza di un livello di frodi carosello superiore al 25% del “VAT gap” complessivo;
– la presa d’atto che altre misure di controllo non sono sufficienti a combattere le frodi in tale Stato.
Potranno richiedere l’estensione del reverse charge anche gli Stati membri che possiedono una frontiera comune con uno Stato che è stato autorizzato al reverse charge “generalizzato”, laddove constatino che c’è un significativo spostamento della frode IVA verso il loro territorio.

Detrazioni per i canoni di locazione stipulati da studenti universitari – Ampliamento dei soggetti beneficiari per gli anni 2017 e 2018 (risposta interpello Agenzia delle Entrate 2.10.2018 n. 19)

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Limitatamente agli anni 2017 e 2018, la detrazione IRPEF del 19% dei canoni di locazione relativi agli studenti universitari “fuori sede”, di cui alla lett. i-sexies) dell’art. 15 co. 1 del TUIR, spetta agli studenti che risiedono in zone montane o disagiate che distano almeno 50 chilometri dall’università (invece di almeno 100 chilometri), anche qualora l’università non sia ubicata in una Provincia diversa rispetto a quella di residenza dello studente (lo stabilisce la successiva lett. i-sexies.01), introdotta dall’art. 1 co. 23 lett. b) della L. 205/2017).
Nella risposta ad interpello Agenzia Entrate 2.10.2018 n. 19 è precisato che, in relazione al Comune di residenza dello studente, per verificare se si tratti di un Comune montano o meno, occorre fare riferimento all’elenco allegato alla C.M. 14.6.93 n. 9. Anche riguardo alle zone disagiate occorre riferirsi al Comune di residenza e non al Comune in cui è sita la sede dell’Università.

Controlli sul denaro contante in entrata nella UE o in uscita dalla UE – Modifiche del nuovo Regolamento UE

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È stato formalmente adottato il Regolamento UE volto a migliorare i controlli sul denaro contante in entrata nella UE o in uscita dall’Unione.
Il nuovo Regolamento, che abroga il Regolamento 1889/2005/CE, sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (G.U.U.E.) ed entrerà in vigore il 20° giorno successivo a quello della sua pubblicazione, ma avrà una applicazione differita (dal 2021, stando al testo attualmente disponibile).
Tra le principali novità è da registrare l’ampliamento della definizione di denaro contante. In tale nozione, infatti, rientrano:
– la valuta (ovvero banconote e monete che sono in circolazione come mezzo di scambio o che lo sono state e possono ancora essere scambiate, tramite istituti finanziari o banche centrali, con banconote e monete che sono in circolazione come mezzo di scambio);
– gli strumenti negoziabili al portatore;
– i beni utilizzati come riserve altamente liquide di valore (ovvero monete con un tenore in oro di almeno il 90% e lingotti sotto forma di barre, pepite o aggregati con un tenore in oro di almeno il 99,5%);
– le carte prepagate (ovvero carte non nominative che contengono valore in moneta o liquidità, o che vi danno accesso, che possono essere usate per operazioni di pagamento, per l’acquisto di beni o servizi o per la restituzione di valuta, qualora non collegate a un conto corrente).

Scheda carburante – Disciplina applicabile fino al 31.12.2018 – Novità del DL 87/2018 convertito (decreto “dignità”)

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Nell’art. 11-bis del DL 12.7.2018 n. 87 convertito sono confluite le disposizioni previste dal precedente DL 28.6.2018 n. 79 in tema di obbligo di fatturazione elettronica e scheda carburanti.
n particolare, vengono disposti:
– l’esclusione dall’obbligo di fatturazione elettronica, previsto a partire dall’1.7.2018, per le cessioni di carburanti per motori effettuate presso gli impianti di distribuzione stradale;
– il ripristino della possibilità di avvalersi della scheda carburante sino al 31.12.2018 (la quale doveva essere abolita dall’1.7.2018).

Redditometro – Novità del DL 87/2018 convertito (decreto “dignità”)

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Il DL 87/2018 non ha abrogato la modalità di determinazione sintetica del reddito comunemente denominata “redditometro”, avendo solo abrogato il DM 16.9.2015, che ne rappresenta l’attuazione a livello ministeriale.
L’art. 38 del DPR 600/73 stabilisce, così come riformato dal DL 87/2018, che prima di emanare i prossimi decreti attuativi del redditometro dovranno essere sentiti l’ISTAT e le Associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative, fatto che può essere un elemento di garanzia per i contribuenti.
Per formulare ipotesi su come potrà essere il “nuovo” redditometro, occorre quindi attendere i decreti attuativi.

Locazione di immobili commerciali – Risoluzione contrattuale – Effetti (C.T. Reg. Roma 30.1.2018 n. 469/16/18, C.T. Reg. Roma 9.2.2018 n. 756/9/18)

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Il canone di locazione di immobili ad uso commerciale concorre a formare il reddito del contribuente locatore durante il tempo in cui il contratto esplica i suoi effetti, anche se non percepito per cause imputabili al conduttore; pertanto, deve essere dichiarato pure se non riscosso.
Secondo C.T. Reg. Roma 30.1.2018 n. 469/16/2018, nel caso in cui il contratto contenga una clausola risolutiva espressa per il caso di morosità, la conclusione del rapporto negoziale si verifica al momento del mancato pagamento del canone dovuto; pertanto, le somme spettanti al proprietario non sono riconducibili ai canoni di locazione (e non devono essere tassate come tali), ma hanno natura risarcitoria.
Invece, per C.T. Reg. Roma 9.2.2018 n. 756/9/18, pur in presenza di una clausola di risoluzione, se il contribuente locatore non esercita il diritto allo scioglimento del vincolo, permane l’obbligo di dichiarare i canoni scaduti e non riscossi, fino alla conclusione del procedimento di sfratto.